Quando il maresciallo Grimaldi pensò ad un Club di Scherma...
Scritto da Webmaster   
Martedì 14 Maggio 2019 15:40
14 maggio 2019
Da "La Voce" di AlessandraSgura
Se prima il "tirare di spada" era qualcosa di esclusivamente maschile, ora non lo è più. E la chivassese Giulia Mazzoli, un passato nella giunta dell'ex sindaco Libero Ciuffreda, ne è la dimostrazione in carne e ossa. Mazzoli è Maestro del "Club Scherma Chivasso" e con lei ripercorriamo la storia di questa gloriosa associazione della nostra città.
"L'idea di creare un gruppo sportivo nacque nel 1973 dal Maresciallo Oscar Grimaldi, dai signori Galli, Riva Cambrino e Buffa - comincia a raccontare - "Nel '76 diventa il Club Scherma e si affilia a FIS e CONI. Il primo presidente è stato Marcello Gambarini. Tra i primi iscritti c'erano Nino Ventura, Augusta Carra, Giuseppina Gambini, Lucia Piglia, Massimo Buffa e i fratelli Ugo e Fabio Galli. I due fratelli si sono poi trasferiti a Mestre e hanno fatto un carrierone, diventando maestri della nazionale, ma ricordano sempre con piacere i loro inizi qui da noi".
Il primo strorico Maestro di fioretto fu Ireneo Gonzales. E la sede, in principio, era piuttosto disagiata. "Ai margini della ferrovia, dove oggi c'è il liceo Isaac Newton. Non c'erano i vetri , mancavano i bagni, dovevamo cacciare i ratti per fare gli allenamenti. A dir poco surreale" confessa Giulia Mazzoli.
Nel 1980, vedendo la situazione e intuendo l'alto rischio di chiudere i battenti anzitempo, intervenne Cristina Ferreri Crola, i cui figli Roberto detto "Bebe" e Riccardo Crola erano allievi del Club. La signora contattò il Club Scherma Torino chiedendo se c'era un ragazzo disponibili a insegnare ai soli sei bimbi rimasti iscritti.
"All'epoca frequentavo il primo anno dell'Isef" - spiega Giulia - e la proposta venne fatta a me, anche se donna. Per noi donne non era abitudine insegnare questo sport e l'insegnamento, sopratutto, erano considerati una prerogativa prettamente maschile. Quando vidi la sede del Club Scherma di Chivasso ebbi un coccolone. Arrivavo dal Club di Torino, pluricentenario e blasonato, e mi chiedevo se davvero fosse possibile fare scherma anche in un posto così. Da li iniziò la mia avventura. Devo dire che con i bambini mi trovai bene sin da subito...".
Arrivati a fine anno, con soli sei iscritti si decise però di chiudere. Ma a settembre le richieste di iscrizione di bambini salirono a dieci e così Giulia Mazzoli proseguì nell'insegnamento. E il Club nel suo percorso di crescita.
Giulia Mazzoli, ai tempi, non era ancora Maestro di scherma e non poteva ancora dare lei stessa il nome al Club e così lo fece, temporaneamente, il Maestro Sesto Di Tomaso.
"Nel 1985 divenni Maestro di scherma sostenendo l'esame presso "L'Accademia di Scherma" di Napoli. Eravamo solo due donne allora. Mi chiesero di tutto di più. Un esame tostissimo. Come punteggio fui la prima di quell'anno e ricevetti una borsa di studio triennale - racconta Mazzoli -. Quando il Presidente mi consegnò il diploma mi fece i complimenti e aggiunse che era un peccato che io fossi donna...".
Per il Club Scherma Chivasso vennero però altre difficoltà: lo sfratto dalla sede, i locali promessi e mai più dati.
L'insegnate  Giulia Mazzoli, che all'epoca era diventata docente di ruola dell'allora "Itis", chiese al preside Romano Mattei se si fossero potuti usare i magazzini sottostanti la scuola per gli allenamenti. Lui accettò, stipulando un contratto d'affitto con la provincia di Torino, proprietaria dei locali e il "Club SCherma Chivasso" ripartì con le sue attività.
Ma dietro l'angolo un altro brutto colpo: l'alluvione del 1994. Locali devastati, tutto perso, non c'era più niente. In un battito di ciglia saltò l'intera stagione. Fortunatamente il CONI decise di aiutare economicamente le società sportive danneggiate dall'alluvione e piano piano si ripartì. E vennero nuovi successi e trionfi.
Nel '96 Carlo Brucco divenne presidente del "Club Scherma Chivasso", carica che ricopre ancora oggi. La vice presidente è Laura Milano, il segretario Bruno Bionda, il revisore dei conti Silvia Parlatore, ci sono poi i consiglieri Luigi Guzzo (comunicazione web), Tiziano Fuoco (settore tecnico, acquisti e armeria), Filippo Bionda (rappresentante atleti) e Pietro Maria Ghiosso (settore paralimpico).
Lo staff e composto invece, da Giulia Mazzoli (Maestro ed ex atleta), Laura Milano (istruttrice nazionale, ex atleta spadista nazionale), Pietro D'Attelis (Maestro e atleta Master), Filippo Bionda (istruttore regionale e atleta), Flora Martra (istruttore regionale, ex atleta e preparatrice atletica laureata al "Suism") e Pietro Maria Ghiosso (istruttore "CIP" Comitato Italiano Paralimpico).
La sede del Club Scherma Chivasso è, oggo, sempre in via Marconi 6, nei magazzini del blocco palestre, piano interrato dell'Istituto "Europa Unita". Il Club è anche su Facebook e Instagram, ha il suo sito internet (www.clubschermachivasso.it) e la sua mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Gli allenamenti si svolgono lunedi, mercoledi e venerdi dalle 17 alle 20.30.
"A settembre offriamo, tutti gli anni, la possibilità di un mese gratuito di lezioni di prova in modo da poter capire davvero se si è interessati a questo sport. Meglio una quota in meno, ma bambini motivati e genitori consapevoli di cosa facciamo" spiega Giulia Mazzoli.
"Siamo soddisfattidei risultati raggiunti, ad oggi abbiamo vinto un titolo mondiale maestri, un argento al campionato europeo cadetti, una finale di campionato del mondo cadetti, sette titoli italiani, oltre quaranta titoli regionali e interregionali. Siamo una bella squadra che crede in quello che fa - continua - Il bello della nostra associazione è il praticare sport ad alto livello senza fare, però, dello sport, una ragione unica di vita. Lo sport deve essere un momento di formazione , ti crescita personale, che aiuta ad affrontare tutta una serie di cose nella vita. Ma la scuola resta fondamentale. Con la scherma non vivi di rendita come con gli altri sport. Lo sport contribuisce a formare la persona, una persona corretta, che rispetta le regole, che rispetta gli avversari e che si rialza quando perde. Le sconfitte sono un momento di crescita e di autorivalutazione e le vittorie vanno vissute con serenità" conclude Giulia Mazzoli.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Maggio 2019 15:52
 

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